SOSTIENICI CON UN'OFFERTA TRAMITE PAYPAL

C’è un momento preciso, tra le vie di pietra di Gubbio, in cui il presente si ferma e cede il passo all’emozione. Accade quando il vento muove i drappi colorati delle nostre bandiere, costringendoci ad alzare lo sguardo verso l’alto.
In quel gesto semplice e spontaneo di sollevare gli occhi al cielo per seguire i colori dei quartieri che danzano nell’aria, si nasconde una spinta più profonda, un istinto antico che ogni eugubino custodisce nel cuore. Guardare quelle bandiere significa, quasi senza accorgersene, prolungare lo sguardo oltre i tetti, risalire le pendici del Monte Ingino e cercare con gli occhi la sagoma rassicurante della Basilica del nostro Patrono.
Nel fruscio di quelle bandiere che danzano nel cielo si riflette lo stesso spirito di fratellanza che ogni anno unisce gli alberaioli. Mani diverse che lavorano sospese in aria, animate da un unico battito, per dare vita a un miracolo di luce che scalda la comunità.
È una tensione verticale che unisce l’orgoglio delle nostre tradizioni alla devozione più sincera. Come le luci dell’Albero più grande del mondo disegnano una via luminosa verso la vetta grazie alla fatica condivisa di un intero popolo, così il movimento dei drappi nel vento diventa un invito a guardare in alto, là dove Sant’Ubaldo custodisce la città, legando indissolubilmente la terra al cielo, la festa alla fede, il popolo al suo protettore.




